Reggio Calabria Wireless
Santuari, chiese, cappelle
MAR 19
N.d.
LUN 18
N.d.
DOM 17
N.d.
Arte e cultura
Santuario dell'Eremo

Santuario dell'EremoLe origini del Santuario dell’Eremo (o Basilica di Santa Maria Madre della Consolazione) ascendono al 1532, quando una comunità di dodici frati dell’ordine dei cappuccini minori di San Francesco da Paola, provenienti dal Monastero Basiliano del borgo di Sant’Angelo Vallettuccio, chiamati dall’Arcivescovo Geronimo Centelles, costruirono un chiostro per diffondere le regole francescane. Un nobile reggino, Giovanni Bernardo Mileto, in segno di fede, nel 1533 donò ai frati un pezzo di terra con una piccola cappella e un ospizio, così, con l’aiuto dei cittadini, i frati iniziarono a costruire il convento ornandolo con gli stessi arredi della cappella, compreso un vecchio quadro della Madonna con il Bambino che collocarono sull’altare maggiore, dove rimase per quattordici anni.
Il convento fu benedetto dall’Arcivescovo Gaspare Ricciulli Dal Fosso e intitolato alla Santa Vergine della Consolazione. Distrutto dal terremoto del 1908, il santuario è stato riedificato nel 1912 in stile romanico, a tre navate con una struttura lignea e mattoni. Demolito nuovamente nel 1954, il moderno tempio progettato dall’architetto Anna Sbarracani Anastasi, è stato inaugurato nel 1965, e la parrocchia è stata affidata ai frati cappuccini.

La pianta è a tre navate, mentre il portale dell’edificio, che sorge in cima a una maestosa gradinata, è realizzato in pannelli, opera dello scultore Guerrisi, dove vengono rappresentate scene della vita di Gesù e della Madonna. Nel Santuario si trova la tela della Madonna degli Angeli, realizzata da Giovanni Angeli D’Amato (doc. 1576 – 1614) e un grande quadro raffigurante San Giovanni che battezza Gesù nel Giordano, realizzato nel 1972 dal pittore messinese Simone Silipigni. Nella navata a destra è collocato l’altare di Sant’Antonio con una scultura in bronzo dell’artista reggino Pasquale Panetta (1913 – 1989) e la tomba di Frà Gesualdo Melacrinò con una lapide verticale sulla quale un bassorilievo raffigura il busto del frate. Nella navata sinistra è collocato l’altare di San Francesco.
Le pareti absidali sono ricoperte in mosaico con simboli liturgici, oper a di Remo Rapone, realizzato in occasione del XXI Congresso Eucaristico Nazionale nel 1988. Lungo le pareti laterali si articola una Via Crucis in bronzo dello scultore Pasquale Panetta. In fondo alla navata centrale si trova il quadro della Madonna della Consolazione, enfatizzato da una moderna cornice in bronzo raffigurante scene del Vangelo opera dello scultore calabrese Alessandro Monteleone (1898 - 1967).
La proprietà dei frati cappuccini si ingrandì in seguito alle numerose donazioni succedutesi nel tempo, in segno di fede e devozione. Nel 2000, il Santuario dell’Eremo è stato sede Gubilare.  

Santuario di S.Maria Madre della Consolazione. N.A. Capriolo, Madonna della Consolazione (1547)
 
Tavola, cm. 120x120 - Iscrizioni:illegibili
Santuario di S.Maria Madre della Consolazione, presbiterio Via Eremo al Santuario

La tavola dipinta ad olio fu donata ai Padri Cappuccini dal nobile Camillo Diano nel 1547, anno in cui aveva fatto realizzare l’opera al pittore Nicolo’ Andrea Capriolo. Il quadro fu benedetto nel Duomo il 6 gennaio 1548 dall’Arcivescovo D’Agostino dei Duchi di Gonzaga ed ancora oggi viene portato in processione su una vara di notevoli dimensioni in lamina d’argento sbalzato su anima di legno, eseguita tra il 1824 e il 1831, il secondo sabato del mese di settembre di ogni anno (la festa liturgica avviene il martedì seguente con l’offerta di un cero votivo) dal santuario di S. Maria della Consolazione, dove è costituito entro una pala d’altare in bronzo dorato dello scultore calabrese Alessandro Monteleone (1897-1967), alla Cattedrale, dove rimane fino al mese di novembre.
L’opera raffigura la Vergine seduta in trono che sorregge il Bambino tra S. Francesco con una croce ed il libro delle Regole e S. Antonio da Padova con il giglio ed il libro della scienza  teologica.
In alto due angeli incoronano la Vergine con in mano una palma.
Il quadro ha un’importante valore devozionale per i cittadini di Reggio Calabria, poiche’ si fa riferimento a miracoli accaduti nei seguenti anni: 1571 pestilenza; 1594 assedio dei turchi; 1636 pestilenza  e prima processione; 1638 catastrofico terremoto; 1672 carestia.
Con Decreto della S. Congregazione  dei Riti del 26 agosto 1752 la Madonna che raffigura il dipinto è stata dichiarata Patrona della città. Proprietà ecclesiastica.

(Tratto da "Reggio Città d'Arte" - Daniele Castrizio, Maria Rosaria Fascì, Renato G.Laganà - Fotografo Attilio Morabito)
Tutti i diritti sono riservati - Questa pubblicazione non può essere utilizzata, archiviata, riprodotta o trasmessa in alcun modo o forma senza preventiva autorizzazione da richiedere all'UO Cultura Immagine e Turismo del Comune di Reggio Calabria Tel. 0965/23561.

Photogallery
Altri contentuti
ACCESSO RAPIDO
Sondaggio
Quando pensi di visitare questa città?
Iscriviti alla newsletter Nome:    Email:    Newsletter per:    Iscriviti