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Palazzi, ville e teatri storici
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Arte e cultura
Palazzo San Giorgio

Palazzo San GiorgioL’edificio, sede dell’Amministrazione Comunale è intitolato a San Giorgio, che rappresenta il compatrono della città insieme alla patrona rappresentata da Maria SS. Madre della Consolazione e occupa l’isolato tra le vie: Osanna e Miraglia, il Corso Garibaldi e Piazza Vittorio Emanuele II (piazza Italia). In origine il Palazzo Municipale era collocato al posto dell’attuale Teatro Comunale. Distrutto in seguito al sisma del 1908, fu ricostruito a partire dal 1918 ed ultimato nel 1921 su progetto dell’architetto palermitano Ernesto Basile, esponente di chiara fama del liberty internazionale. Per esigenze amministrative il sindaco Giuseppe Valentino dispose l'utilizzazione dell'edificio già dal 29 dicembre 1921, ma l'inaugurazione ufficiale avvenne il 27 aprile 1922 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III. 

Il manufatto architettonico si presenta a due piani fuori terra con un impianto planimetrico di forma quasi quadrata dove al piano terra è diviso in due parti collegate da una galleria che conduce al Corso Garibaldi e via Miraglia. Il piano primo è caratterizzato da locali ricchi di decorazioni in stile liberty e precisamente: da un salone denominato sala dei lampadari, dalla sala del Sindaco, dalla sala della Giunta Municipale e nella parte centrale dalla sala del Consiglio a forma di emiciclo con arredi progettati dallo stesso architetto E. Basile. Il prospetto principale si sviluppa su un basamento sormontato da un’articolazione di finestre con arco a tutto sesto e cornice a bugnato (piano terra) e architravate (piano primo) e lesene con capitelli, stemmi e fregi su cui si appoggia un ampio cornicione con balaustra ritmata da paraste. L’ingresso principale, su piazza Italia, è inserito al centro dell’asse architettonico, rappresentato da un corpo avanzato simile alla sagoma di una torre, sormontato da un balcone e rispetto alla quota del cornicione è caratterizzato da un orologio, una campana e motivi ornamentali. Negli altri prospetti si ripetono gli elementi architettonici e decorativi classici più semplificati nella composizione.

All’interno è custodita un’importante collezione di opere di artisti dell’ottocento e primi anni del novecento calabresi, siciliani e napoletani, in particolare vanno segnalati: un altorilievo raffigurante la distruzione – ricostruzione (1958) di Alessandro Monteleone; un busto di donna, Rosetta (1948) dello scultore Pasquale Panetta; un busto raffigurante Nosside (1920) di Francesco Jerace, la spina costituita da una coppia di figure di Saverio Gatto; inoltre vi sono i seguenti dipinti ad olio raffiguranti: gruppo di figure (1951) e stretto di Messina di Nunzio Bava, sans famille (Malot) di Rubens Santoro, ritratto di Rocco De Zerbi di Domenico Augimeri, cantico dei cantici (1922) di Enrico Salfi, carovana di zingari (1922) di Raffaele Ursini, stabat mater (1926) di Francesco Raffaele, figura con maschera (1946) di Giovanni Brancaccio; due sanguigne su cartoncino raffiguranti il sogno (1888) e ritratto di Fanny Salazar (1897) di Vincenzo Jerace.

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