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Arte e cultura
Villa Genoese Zerbi

Villa "Genoese Zerbi"Appartenne alla famiglia del "Governatore" Genoese Zerbi, il teorico della "Grande Reggio" che nel 1927 accorpò alla città quattordici comuni della periferia. Il palazzo risale al 1925, e fu costruito sull'area dove sorgeva l'antica villa della famiglia Zerbi prima del 1860, sui modelli veneziani del sec. XIV, con archi in stile gotico.  Di signorile e straordinaria bellezza, è divenuta location permanente di eventi d’alto spessore artistico e culturale, ospitando prestigiose esposizioni d’arte contemporanea, oltre ad apprezzate sezioni della Biennale di Venezia.

L’architettonico della Villa richiama le forme e gli stilemi del medioevo veneziano, con accenni allo stile rinascimentale e ottocentesco. Un’ardita commistione di stili quindi, resa ancor più interessante da un’accurata ricercatezza e ricchezza di particolari sia degli esterni che degli interni dell’edificio.

La facciata è definita da contrasti cromatici abbastanza accesi e da giochi di luci e ombre ottenuti attraverso superfici che alternano l’intonaco ai mattoni a vista, ampie logge, archi a sesto acuto di stile tipicamente gotico, elementi a torre e colonnine adoperate per le balaustre; l’ampio terrazzo è invece sovrastato da una merlatura tipica dei castelli e delle fortezze di età medievale.
Lo stile veneziano, in un ambiente urbano estraneo a queste forme, si spiega probabilmente con la diffusione dell’opera di Viollet Le Duc, Pietre di Venezia, e dei disegni di John Ruskin, che ripropongono, secondo una singolare interpretazione, le campiture cromatiche e le geometrie adoperate nei palazzi della città lagunare, e non solo.

Il recente cataclisma che aveva, di fatto, azzerato la storia delle architetture presenti in città, spingeva le famiglie borghesi dei primi decenni del secolo scorso a ricercare nelle nuove costruzioni una continuità con il passato, unita alla capacità d’interpretare il desiderio di rinnovamento. Pertanto, l’uso di linguaggi "rassicuranti" in cui ritrovare una forte componente storica unita a un’altrettanto incisiva valenza espressiva, diviene anche un modo per esorcizzare la catastrofe e dare un vigoroso segno di rinascita.

Villa Genoese Zerbi fu edificata secondo le norme determinate dal Piano Regolatore successivo al terremoto, detto poi "Piano De Nava" dal nome del suo redattore, perciò arretrata rispetto al precedente edificio, secondo l’allineamento stabilito dalla nuova sistemazione del Lungomare, che prevedeva per tutti i fabbricati una distanza di circa 50 m dal mare e dalla strada ferrata. Per la sua realizzazione furono utilizzati nuovi materiali come il cemento armato, e tecniche costruttive innovative. Elemento di assoluta novità e che rappresenta, in linea di principio, la sintesi della prassi teorica e pratica della contemporaneità, è la standardizzazione di tutti gli elementi formali che costituiscono il decoro della facciata. L’edificio rappresenta, infatti, un esempio di prefabbricazione di tutti gli apparati e degli elementi strutturali connessi; ciò significa che le varie parti dell’apparato, quali colonne, stipiti, archi e balaustre, sono il risultato di una produzione seriale derivata da uno stampo originario, tipica dell’industria moderna e non del lavoro artigianale.

Per quanto riguarda gli spazi interni della Villa, un corpo centrale e circolare all’ingresso e un ampio spazio nella zona lato nord - le cui funzioni non sono ancora molto chiare, probabilmente un grande salone delle feste - accolgono il visitatore, mentre la sensazione di una consapevole incompletezza dell’insieme avvolge e stimola i suoi sensi.

Il piano inferiore si connota, infatti, come nuda struttura in cemento armato fin dall’origine, splendido non finito.
Il piano superiore
, invece, un tempo dimora dei marchesi, si presenta rifinito nell’interno e articolato in diverse zone: dalle piccole sale lato sud attraverso un corridoio tangente al corpo centrale si accede ai grandi ambienti di rappresentanza le cui finestre riflettono sui vetri l’azzurro del cielo e del mare.

Esposizioni

ZOU: Zone d'urgenza
Movimento-Movimenti
Reghion 2010
Mostra antologica Rabarama. Identità.
InCanto" - Percorsi celebrativi in ricordo della divina Maria Callas
Mostra Figurae (mostra d’arte moderna e contemporanea artisti italiani)
Reggio-Art (Artisti reggini)
Mostra Marinai d'Italia
Gerardo Sacco
Cent'anni dal Terremoto

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