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Arte e cultura
Museo Diocesano Mons. Aurelio Sorrentino

MUSEO DIOCESANO “MONSIGNOR AURELIO SORRENTINO”

Istituito da mons. Giovanni Ferro il 25 gennaio 1957 e inaugurato il 7 ottobre 2010 da mons. Vittorio Mondello, il Museo diocesano di Reggio Calabria è sito al pianterreno dell’ala tardo-settecentesca del Palazzo arcivescovile costruito sulle rovine di un preesistente edificio, sorto accanto alla Cattedrale alla fine del Cinquecento.
L’allestimento ha inteso restituire all’opera esposta la memoria della sua funzione originaria, in modo da farne emergere i significati simbolici e i nessi altrimenti perduti con la comunità religiosa cui essa appartenne e con lo spazio sacro per il quale fu realizzata.
L’itinerario narrativo ha avvio nel portico con la sezione Frammenti di memoria: la Cattedrale di Maria SS. Assunta a Reggio Calabria che espone, in particolare, frammenti degli arredi marmorei della Cappella del Crocifisso, quali una coppia di Angeli reggi Strumenti della Passione  del 1728.
Segue la sezione denominata Anteprima di una pinacoteca diocesana, nella quale si espongono alcuni dipinti esemplari del patrimonio pittorico diocesano: tra essi la Resurrezione di Lazzaro attribuita a Francesco De Mura (terzo decennio sec. XVIII).
La sezione dedicata a La celebrazione del Sacrificio Eucaristico propone la ricostruzione stilizzata di un altare nel quale sono reimpiegati un frontale di tabernacolo e un paliotto con San Paolo consacra vescovo Santo Stefano (sec. XVIII) e collocata quale pala una tela seicentesca raffigurante l’Immacolata e santi, opera di ambito siciliano. Ai lati, le vetrine accolgono una selezione di oggetti propri dell’arredo d’altare e di vasi sacri per l’Eucarestia: in particolare, un paliotto in tessuto di seta ricamato ed una balza di tovaglia d’altare di analoga manifattura, entrambi ascrivibili al Seicento e appartenuti alla Confraternita della SS.ma Annunziata, e un servizio di cartegloria del 1771, opera di argentiere messinese.
La successiva sezione dedicata all’Adorazione e Custodia dell’Eucarestia espone, in particolare, un prezioso fastigio di tabernacolo in argento del 1864, appartenuto alla Confraternita dei SS. Crispino e Crispiniano, un ostensorio raggiato proveniente da Scilla, opera del messinese Pietro Donia (ottavo decennio sec. XVIII), e un parato composto da piviale, pianeta, stola e manipolo in Gros de Tour bianco ricamato in oro, manifattura dell’Italia meridionale, ascrivibile all’ultimo quarto del sec. XVIII.
La sezione Il Tesoro delle Cattedrali ha l’intento di documentare le distinte identità storica e religiosa delle antiche sedi episcopali di Reggio Calabria e di Bova, fuse con decreto della Congregazione per i vescovi Istantibus votis del 30 settembre 1986, e delle comunità ecclesiali ad esse legate. Tra le pregevoli opere selezionate provenienti dalla Cattedrale di Maria SS. Assunta, sono l’ostensorio raggiato di Francesco Jerace, realizzato nel 1928 in occasione del Congresso Eucaristico regionale svoltosi a Reggio Calabria e le tre anfore per gli Oli santi dell’arcivescovo Alberto Maria Capobianco (1787-1789). Dalla Concattedrale di Santa Maria Isodia a Bova proviene un inedito calice con Storie della Passione a sbalzo su piede, fusto e sottocoppa, opera di una bottega d’Oltralpe (primi decenni sec. XVII) e  il reliquiario a braccio di San Giovanni Theresti datato al 1778.
Nella sezione Il vescovo Sponsus ecclesiae al fine di documentare significato liturgico e pregio artistico di alcune insegne episcopali riferibili a vescovi dell’Arcidiocesi di Reggio e della Diocesi di Bova si espongono croci pettorali, anelli episcopali e pastorali databili tra XV e XX secolo: in particolare, il Bacolo pastorale di mons. Antonio de Ricci, arcivescovo di Reggio dal 1453 al 1490, pregevole opera di oreficeria napoletana, e la Croce e l’Anello dell’arcivescovo reggino Francesco Converti (1872-1888). Una selezione di vasi eucaristici e oggetti liturgici esposti assieme ad alcune vesti liturgiche recanti stemmi di arcivescovi reggini e di vescovi bovesi completa lo spazio espositivo, documentando la committenza di preziosi manufatti in argento e seta tra XVII e XX secolo. Tra le opere esposte risaltano: per l’Arcidiocesi di Reggio, un servizio da lavabo in argento, composto da brocca e bacile, entrambi recanti lo stemma di monsignor Bernardo Maria Cenicola (1797-1814), un calice e un ostensorio appartenuti all’arcivescovo Mariano Ricciardi (1855-1871); per la Diocesi di Bova, un piviale in damasco di seta blu con stemma del vescovo Antonio Gaudiosi (1699-1714), il pastorale di monsignor Antonio Spedalieri (1764-1791), un calice e un servizio per incensazione del vescovo Vincenzo Rozzolino (1835-1849).
Nello stesso spazio tematico si espongono un Crocifisso in avorio donato alla cattedrale dall’arcivescovo Alessandro Tommasini (1818 – 1826), un San Michele arcangelo in alabastro, regalato al cardinale Gennaro Portanova nel 1894.
La sezione successiva dedicata a Arte e devozione: le confraternite esibisce vasi eucaristici, oggetti liturgici e processionali connessi allo svolgimento dei riti e delle funzioni delle confraternite reggine del SS. Sacramento in Cattedrale, della SS. Annunziata e dell’Immacolata nella chiesa della SS. Annunziata, di Gesù e Maria e di Sant’Eligio nella chiesa di Gesù e Maria, dei Santi Crispino e Crispiniano nella chiesa omonima. Tra le opere esposte assoluto rilievo rivestono pregevoli manufatti tessili appartenuti alla Confraternita della SS. Annunziata: in particolare, un parato nobile in broccato di seta policroma, opera di manifattura lionese (secondo quarto sec. XVIII).
Lo spazio espositivo Arte e devozione: il culto dei Santi espone elementi propri del corredo delle immagini sacre quali, ad esempio, le corone del busto marmoreo cinquecentesco della Madonna Isodia di Bova, datate 1614, e l’ottocentesca corona in argento della statua della Madonna immacolata di Scilla. La sezione comprende, inoltre, pregevoli reliquiari, tra i quali quattro monumentali in lamina di rame sbalzata e dorata con emblema del vescovo di Bova monsignor Antonio Maria Laudisio (1818-1824).
Lo spazio tematico conclusivo, denominato Il segno sacrale dei paramenti liturgici, espone vesti liturgiche di provenienza, manifattura e tipologia decorativa differenti, al fine di suggerirne, sia pure per cenni, il percorso evolutivo delle fogge, delle materie e delle tecniche di esecuzione: in particolare, una dalmatica in velluto contro tagliato viola ascrivibile a manifattura catanzarese (seconda metà sec. XV) e un piviale in tessuto “a giardino” databile agli inizi del sec. XVIII.
E’ attualmente in corso di stampa la Guida alle collezioni, con ampi contributi sul progetto museografico complessivo.

Museo diocesano "Mons. Aurelio Sorrentino"
Via Tommaso Campanella, 63 (ingresso anche da via Cimino)
89127 Reggio Calabria
Orari: mercoledì 9-13 e 15-19; venerdì 9-13; sabato 9-13
Aperture straordinarie per gruppi su prenotazione.
Infoline: 3387554386
 

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