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Arte e cultura
Angelo Tutelare

Chiesa di San Giorgio al CorsoIl monumento dell'Angelo Tutelare, oggi collocato nella piazza di fronte la chiesa di San Giorgio al Corso (Tempio della Vittoria), era originariamente ubicato a poca distanza dalla Porta della Dogana, a fianco alla Chiesa dei Carmelitani, come chiaro riferimento all’azione di tutela e difesa affidata ad un Angelo Custode. Qui era posto sulla sommità di una colonna che sorgeva su un basamento, andati distrutti con il sisma del 1783.
La Statua in marmo bianco, scolpita nel 1637, raffigurante San Michele Arcangelo è da considerarsi tra le poche testimonianze a noi pervenute della città seicentesca. Alcuni studiosi ritengono che l’opera sia stata realizzata da abili scalpellini reggini, altri invece la attribuiscono alla scuola dei marmorari messinesi e in tal caso potrebbe essere opera dell’artista Placido Brandamonte distintosi a Reggio per altre commissioni.

Il monumento è ritenuto importante non solo per il valore artistico, ma soprattutto per il complesso di significati in esso contenuti. L’Angelo, dalle sembianze di un guerriero, stringe nel braccio sinistro uno scudo che raffigura l’effige di San Giorgio a cavallo nell’atto di uccidere il drago, simbolo storico della città di Reggio. La statua è stata restaurata nel 1752, dopo il terremoto ha subito vari spostamenti ma dopo quasi cento anni trascorsi nel Museo Civico della città (1862-1960) è stata scelta per l'Angelo la collocazione che ancora oggi lo accoglie.

L’ultimo intervento di restauro eseguito nel 1998 ha sottoposto l’opera a pulitura laser, trattamento biotico, imperniatura, consolidamento e protezione finale, riportando qual che resta della scultura al suo antico splendore. Risale invece al 1999 il rinvenimento del presunto braccio destro dell'Angelo che avrebbe tenuto la spada, ma a tutt'oggi non è ancora stato rialloggiato. Il basamento, a testimonianza di alcune tappe importanti che hanno coinvolto l’opera, presenta tre iscrizioni: quella sul retro si riferisce alla funzione svolta dall'Angelo, quale custode della città di Reggio, le due sul fronte si riferiscono, una, al restauro effettuato nel 1752, l'altra, alla collocazione attuale dell’opera tornata ad essere custode e guida della città.

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