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Arte e cultura
Settore di abitato in Piazza Italia

Scavi Piazza ItaliaLe indagini di scavo archeologico in Piazza Italia, avviate nel febbraio del 2000 e protratte sino al 2005, hanno permesso di portare alla luce uno spaccato della stratificazione del centro storico reggino da età greca al XIX secolo.
L'area ad E è caratterizzata dalla presenza di un tratto di un grande asse stradale, avente direzione N-S, che a partire dall’età normanna fu utilizzato fino alla ricostruzione urbana dei primi anni del XIX secolo e che potrebbe essere identificato con la via Mesa o Strada Maestra.

In corso di scavo, è stato possibile esplorare e documentare le fasi insediative appartenenti alla città di XII-XIII secolo. Per questa età sono stati identificati i resti di un quartiere con piccole strutture abitative allineate ad ovest della strada. La maggior parte dei muri che delimitano queste strutture sono stati costruiti sulle creste di muri più antichi. Tale quartiere è caratterizzato dalla presenza di attività artigianali relative alla lavorazione di metalli (prevalentemente ferro, in minor misura bronzo), concentrate tutte negli ambienti attigui alla strada.

Il complesso potrebbe, dunque, corrispondere ad un borgo con botteghe artigianali, esterno al circuito fortificato del castrum (castello) ed attraversato da un asse stradale che per secoli ha costituito e costituirà la spina dorsale dell’abitato. Il complesso dei vani appartiene ad un medesimo isolato e rispecchia l'impianto ad assi ortogonali ereditato dall’impianto urbano preesistente nello stesso sito. E’ probabile che i vani retrostanti rispetto alla strada avessero funzione residenziale, come testimonierebbe la grande quantità di ceramiche da mensa e da cucina rinvenute in stato frammentario.

L’approfondimento dello scavo ha, poi, messo in luce la fase insediativa relativa all’XI e XII secolo. In questo periodo è riconoscibile una diversa organizzazione urbanistica: ad ovest della strada sono stati messi in luce vani d’abitazione (un tempo coperti) e piccoli cortili quadrati scoperti, questi ultimi con piani di calpestio grossolani ed irregolari, dotati di strutture per la raccolta dell’acqua piovana (cisterne) e pozzi. Si tratta verosimilmente di piccole abitazioni private disposte a schiera lungo la strada. Da una di queste, al di sopra di un pavimento in terra battuta, proviene una moneta in oro di età normanna (un tarì databile alla fine dell’XI inizi XII sec. e con legenda in caratteri arabi). I materiali mobili rinvenuti in questa fase comprendono un vasto assortimento di ceramiche, da tavola e di cucina, un vasto campionario di monete e piccoli oggetti in avorio, finemente lavorati con cerchietti concentrici.
La frequenza dei pozzi e delle cisterne chiarisce la relativa piccolezza delle unità abitative che sembrano avere una destinazione esclusivamente residenziale e di cui i cortili scoperti costituiscono parte integrante.

La prosecuzione, in profondità, dello scavo ha permesso di individuare la fase di età romana, caratterizzata da vari ambienti che presentano lo stesso allineamento dei muri rispetto alle fasi posteriori. Uno di questi vani conserva ancora l'originaria pavimentazione in cocciopesto.

Infine, si sono raggiunti i livelli di età greca, sia ellenistica che arcaica. Mentre per l'età ellenistica gli orientamenti dei muri sono conformi a quelli successivi, in quella arcaica se ne discostano notevolmente. Per quest'ultima epoca, è degna di segnalazione la scoperta di una porzione di fondazione di struttura muraria di rilevante spessore (circa 1,20 m).

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