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La Cinta Muraria di Eta’ Greca

Vista la scarsità e la frammentarietà dei rinvenimenti riguardanti la cinta muraria ellenica della città di Reggio, gli studiosi che si sono cimentati nella sua opera di ricostruzione hanno abbozzato tracciati molto differenti tra loro, soprattutto per quanto riguarda il lato meridionale ed orientale.
Il fianco occidentale delle mura urbiche, cioè quello che fronteggiava il mare, era rettilineo e con andamento nord-sud; esso s’intersecava col fianco settentrionale all'estremità nord del Corso Garibaldi mentre a sud, secondo la Barbaro Tropea, continuava fino all'incrocio con via Tommasini, piegando verso est nei pressi dell'antico forte Lemos. Tale ipotesi, però, non è stata confermata da alcun dato archeologico.

Per quanto riguarda il lato settentrionale delle mura, esso era tutto in salita e dall'estremità nord del Corso Garibaldi arrivava fino alla collina del Trabocchetto. Esso è abbastanza documentato: un tratto di una decina di metri fu individuato nel 1956 durante la costruzione di una palazzina che confinava con la via Vollaro e con la via Tripepi; all'incrocio tra via Vollaro e via Veneto fu rinvenuto, poi, un altro tratto di muraglione in parallelepipedi di arenaria. Nel 1915 nell'area compresa tra gli sbocchi di via Verona e via Vicenza furono rinvenute "mura a blocchi squadrati di arenaria con direzione est-ovest". Nella stessa zona, un po’ più a sud di via Verona, furono rinvenuti due tratti di muro in blocchi di arenaria che formavano tra loro angolo retto e seguivano uno la direzione NW/SE verso la collina e l'altro quella NE/SW verso via Aschenez. Tale tratto si unisce idealmente ai due scoperti negli anni successivi sulla Collina degli Angeli e sulla sommità della collina del Trabocchetto.

Il tratto meridionale della cinta meridionale, secondo Arillotta, all'altezza del palazzo del Genio Civile cambiava direzione, dirigendosi verso est, attraversando l'ex Piazza Camagna e giungendo in via Campanella; dal pianoro del Castello, poi, si dirigeva verso l'alto fino a congiungersi col tratto orientale sulla collina del Trabocchetto.
La cinta in blocchi di arenaria è stata datata alla metà del IV sec. a.C. mentre i tratti in mattoni crudi sono stati datati tra la metà del VI e la fine del V sec. a.C.

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