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Itinerari shopping
LUN 21
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DOM 20
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SAB 19
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Itinerario Shopping

Un percorso per le vie dello shopping, lungo il Corso Garibaldi e le strade che lo intersecano a scacchiera. Una vera e propria passerella, al centro della movimentata vita cittadina, dove sfilano gli atelier d’alta moda, le botteghe artigianali e i negozi di souvenir, ma anche antiche vestigia storiche, pasticcerie e gelaterie dove gustare le specialità reggine.

Informazione utili

Partenza e arrivo:
Piazza De Nava/Piazza Garibaldi.
Con i mezzi pubblici:
- Partenza Aeroporto Tito Minniti: è possibile usufruire del servizio taxi disponibile all’uscita dell’aerostazione, o servirsi degli autobus della linea urbana ATAM, disponibili al parcheggio dell’aeroporto e diretti in centro città. Il costo del biglietto urbano è di 0,80 € e la durata di 90 minuti. La fermata è proprio accanto al Museo, sulla piazza De Nava, inizio del tour.
- Partenza Stazione Ferroviaria: sulla piazza Garibaldi, antistante la stazione centrale, sono presenti i capolinea di numerose linee urbane di autobus. In alternativa, Piazza De Nava è raggiungibile con una fermata di treno (Stazione Centrale-Stazione Lido), proseguendo poi a piedi lungo il breve tratto di via D. Romeo, o col servizio taxi reperibile di fronte l’uscita della stazione.
- Partenza Porto: dal porto è possibile usufruire degli autobus della linea urbana diretti in centro città. La fermata è in corrispondenza del Museo, ma la piazza è facilmente raggiungibile anche a piedi con una breve passeggiata.
Con i mezzi privati:
 - E' possibile raggiungere il centro storico con mezzi privati, usufruendo dei parcheggi disponibili nell’area del Lungomare, del Lido Comunale, o delle vie parallele, e proseguendo a piedi sino al Corso Garibaldi, che è isola pedonale. La sosta è a pagamento nei giorni feriali con costo di 0,50 € per un’ora; 2,00 € per quattro ore e 4,00 € per l’intera giornata.

Mattina

Piazza De Nava e Museo Nazionale della Magna Grecia
Il tour alla scoperta dell’anima commerciale della città di Reggio ha inizio da Piazza De Nava, sulla quale sorge l’omonima statua marmorea del reggino Giuseppe De Nava, giurista, ministro del Regno d’Italia negli anni 1916-21 ed accanito difensore dei diritti della sua gente. Tra il basamento e la statua, opera di F. Jerace (1936), si trovano scolpiti due stemmi, di cui uno rappresentante San Giorgio a cavallo che colpisce il drago. Ai lati, invece, si incastona una monumentale fontana a due bocche. Sulla piazza si affaccia il Museo Nazionale della Magna Grecia, uno dei più importanti musei archeologici d’Italia, ospitato nel Palazzo Piacentini, che custodisce un ingente patrimonio di reperti rinvenuti in oltre cento anni di scavi e ricerche sul territorio regionale, attraverso il quale rivivere la millenaria e gloriosa storia della città. Aperto al pubblico nel 1954, il Museo è un autentico scrigno di tesori che non finisce mai di stupire, accogliendo le innumerevoli testimonianze delle grandi civiltà che il sottosuolo continua a restituire in abbondanza, la cui visita richiede quasi un’intera mattinata.
Oltre ai Bronzi di Riace, i due vigorosi guerrieri recuperati nel mar Jonio, in località Riace, il 16 agosto 1972 che dall’alto dei loro 2.500 anni di vita continuano a rappresentare il fiore all’occhiello del Museo e, probabilmente, il più sensazionale ritrovamento archeologico marino dello scorso secolo, esistono un’infinità di preziosi reperti di notevole importanza storico-artistica, suddivisi nelle diverse sezioni in base al periodo storico.
Preistoria e protostoria, numismatica, archeologia sottomarina: ogni sala è una finestra aperta sul passato, ogni reperto un piccolo gioiello recuperato alla memoria. Tra le testimonianze più interessanti meritano di essere ricordate: il Graffito dell’era paleolitica, raffigurante un bue, ritrovato nella grotta del Romito di Papasidero (CS), i corredi funebri dell’età del bronzo rinvenuti nella località di Calanna, le Pinakes, tavolette votive in terracotta, impreziosite da altorilievi, ritrovate nella ricca area archeologica di Locri Epizephiri; l’imponente Gruppo dei Dioscuri, provenienti dal Santuario di Marasà a Locri, la Testa del Filosofo, magnifico bronzo risalente, probabilmente, al V sec. a.C., ritrovato nella zona di Porticello (RC), e la testa di marmo raffigurante il dio Apollo, rinvenuta nell’antica Krimisa, l’odierna Cirò Marina. Anche la Biblioteca del Museo, con oltre diecimila volumi, il laboratorio fotografico e il laboratorio di restauro, sono una riserva di grandi opere del passato.

Palazzo Corigliano e Teatro Siracusa
Uscendo dal Museo, inizia il tour vero e proprio sul Corso Garibaldi, arteria commerciale e luogo simbolo della socialità cittadina, dove passeggiare, incontrare gente nei bar e nei tipici caffè, ammirare le vetrine e fare shopping, circondati da opere artistiche e storiche di un certo rilievo. Intitolato a Giuseppe Garibaldi nell’agosto 1861, dopo la conquista garibaldina di Reggio Calabria, negli anni successivi l’accrescersi della città determinò dapprima il suo prolungamento, verso Sud, oltre la Villa Comunale, sino alla nuova Stazione ferroviaria e successivamente, verso Nord dal viale Amendola, nonché la sua ricostruzione con canoni architettonici unitari e il ridisegno delle piazze. La recente pedonalità, il rinnovato sistema di arredi, gli eleganti negozi e ritrovi aperti nei piani terreni degli edifici e le vestigia storiche, ne fanno oggi il ‘salotto’ della città.
Camminando da nord a sud lungo il Corso, si incontra, sulla destra, il Palazzo Corigliano. L’edificio, sede di un elegante emporio, subì alla fine degli anni settanta del secolo scorso notevoli danni in seguito ad un incendio, ma un recente restauro l’ha riportato ad essere uno degli esempi degni di nota di architettura stile liberty della città.
Dopo pochi metri, sulla sinistra, si può ammirare il Teatro Siracusa, altro significativo esempio del liberty reggino, ultimato nel 1925 e caratterizzato da un sobrio equilibrio tra struttura, decorazione e forma. L’interno è impreziosito di decorazioni e bassorilievi dello scultore Ezio Roscitano.
Da non perdere uno sguardo alle c.d. ‘strade cannocchiale’ che si intersecano a scacchiera con il Corso Garibaldi, che regalano un piacevole effetto ottico e una splendida vista.
Una pausa pranzo in uno dei numerosi ritrovi e ristoranti presenti lungo il Corso Garibaldi e un po’ di shopping, serviranno a riprendere il fiato prima di proseguire con il tour pomeridiano.

Pomeriggio

Tempio della vittoria e Statua dell’Angelo Tutelare
Il tour riprende, circa 300 metri più a sud, con la Chiesa di San Giorgio al Corso, conosciuta anche come Tempio della Vittoria, in onore dei caduti della prima guerra mondiale. Il precedente luogo di culto dedicato al Santo patrono della città fu distrutto durante il terremoto del 1908 e il nuovo edificio fu inaugurato nel 1935 alla presenza dei Principi di Savoia. L’edificio si presenta con forme semplici ma imponenti ed una facciata classicheggiante dove domina un portale monumentale sovrastato da una vetrata nella quale è raffigurata l’immagine di san Giorgio che uccide il drago, simbolo storico della città di Reggio.
Nella piazza antistante l’ingresso della Chiesa è visibile la Statua dell’Angelo Tutelare. Importante monumento, di grande valore artistico e storico, la statua in marmo bianco, raffigurante San Michele Arcangelo è una delle poche testimonianze della città seicentesca.
Sul lato sinistro della piazza si erge Palazzo Mazzitelli, la cui entrata principale è sul lato opposto sulla via Fata Morgana, edificio in stile liberty caratterizzato dalla presenza di colonne, balconi in ferro battuto ed eleganti decorazioni a rilievo.

Teatro ‘F. Cilea’ e Pinacoteca Civica
Poco più avanti si giunge al maestoso Teatro Comunale ‘Francesco Cilea’, dedicato al massimo compositore calabrese, la cui storia affonda le radici sul finire del secondo decennio del secolo scorso. La struttura, che ebbe l’onore di ospitare artisti del calibro di Maria Callas, si presenta raffinata nell’architettura e negli arredi, con uno stile classico e sobrio, la cui facciata principale è costituita da un corpo centrale sporgente al piano terra al quale si accede attraverso una scalinata centrale e due rampe laterali carrabili. Dal portico si passa all’atrio realizzato su due livelli e caratterizzato da colonne raffinate e rivestimenti in marmo. Il teatro è stato oggetto di un recente restauro che l’ha restituito alla città dopo oltre un decennio.
Dal 2008, alcuni locali dell’edificio ospitano la nuova Pinacoteca Civica che,  attraverso gli innumerevoli tesori esposti, rende merito ad un prestigioso patrimonio artistico finora trascurato. L'adeguamento dei locali e lo studio di spazi espositivi, raffinati ed innovativi, consentono di ammirare opere esclusive di collezioni private custodite per lunghi anni presso il Museo Nazionale ed altre gallerie. La visita alla Pinacoteca significa percorrere un viaggio immaginario nell'arte pittorica meridionale: dalle celebri opere di Antonello da Messina a quelle di Luca Giordano, Lavagna Fieschi, Salfi, Jerace, Rodriguez, Covelli,  fino ai grandi artisti reggini Cannizzaro e Benassai. Nella sezione dedicata al '900 è custodito un pregevole quadro di Renato Guttuso dedicato al pescatori del pescespada. L’orario di apertura è 9:30/12:30 – 16:30/17:30, nei giorni da martedì a domenica. Il costo del biglietto d’ingresso è 4,00 € (intero); 2,00 € (ridotto).

Piazza Italia e i Palazzi
Di fronte al Teatro comunale si trova Palazzo San Giorgio, sede dell’Amministrazione Comunale. L’edificio fu ultimato nel 1921 su progetto dell’architetto palermitano Ernesto Basile, esponente di chiara fama del liberty internazionale, ma l'inaugurazione ufficiale avvenne il 27 aprile 1922 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III. Il manufatto architettonico si presenta a due piani fuori terra con un impianto planimetrico di forma quasi quadrata, suddiviso in due parti collegate da una galleria che si apre su Corso Garibaldi e Via Miraglia. Il primo piano è caratterizzato da locali ricchi di decorazioni in stile liberty (sala dei lampadari, sala del sindaco, sala del Consiglio, ecc.). Il prospetto principale si sviluppa su un basamento sormontato da un’articolazione di finestre con arco a tutto sesto e cornice, a bugnato (piano terra) e architravate (piano primo), nonché stemmi e fregi su cui appoggia un ampio cornicione con balaustra. L’ingresso principale, su Piazza Italia, è inserito al centro dell’asse architettonico, rappresentato da un corpo avanzato simile alla sagoma di una torre, sormontato da un balcone e caratterizzato da un orologio, una campana e motivi ornamentali. All’interno è custodita un’importante collezione di opere di artisti meridionali dell’ottocento e dei primi anni del novecento.
Piazza Italia, precedentemente intitolata a re Vittorio Emanuele, è stata così rinominata dai reggini per la presenza del Monumento all’Italia, in marmo bianco di Carrara, che lo scultore Rocco Larussa realizzò appositamente nel 1868. La piazza fu il centro della città greca e romana, l’antica Agorà, con i templi, le terme, gli edifici, i cui resti sono oggi visibili, attraverso l’area archeologica recintata che si apre sulla pavimentazione, ancora oggi oggetto di scavi per il recupero di quella che è stata definita "una città sotto la città". Oltre a Palazzo San Giorgio, su Piazza Italia si affacciano anche il Palazzo della Provincia e il Palazzo del Governo. Il primo è uno scrigno di tesori progettato da Gaetano Spinelli e Camillo Autore nel 1920. Una splendida scala, impreziosita da un’ara di epoca romana, recentemente restaurata, introduce ai saloni del piano superiore. Si giunge così nell’androne, dove sono conservate alcune opere degli scultori Panetta e Jerace. La Sala del Consiglio possiede una grande pala marmorea con altorilievi di Alessandro Monteleone raffiguranti importanti vicende della storia reggina: il sacrificio dei martiri di Gerace, lo sbarco di Garibaldi, la difesa della città di Reggio. Due grandi mosaici di A. Mori riprendono il miracolo di S. Paolo e la partecipazione dei nobili reggini alle crociate. L’Ufficio del Presidente ospita una grande tela di Giuseppe Benassai intitolata “La raccolta del grano” (1869), mentre, nel soffitto dell’elegante “Salone rosso”, un grande dipinto rappresenta l’allegoria del fenomeno della Fata Morgana, opera dell’artista Galante.  Il Palazzo del Governo, sede della Prefettura, fu il primo palazzo edificato con criteri antisismici a Reggio Calabria, nel 1921 dall’arch. Gino Zani. Perfettamente in sintonia con l’ambiente, con le ampie logge, i giardinetti pensili, i portali in ferro battuto, gli ambienti luminosi e i colori mediterranei, la struttura si articola in due corpi di fabbrica su differenti livelli che seguono l’andamento del terreno. Il prospetto principale è sottolineato dai portoni centrali d’ingresso, in ferro battuto, riccamente decorati e da un’ampia balconata sormontata da una cornice a motivi floreali e geometrici. Una balaustra arricchita da due coppie di statue ne segna l’altezza. Nelle pareti e lungo i prospetti laterali, una serie di aperture ribadiscono i motivi decorativi della parte centrale in forma stilizzata. All’interno vanno segnalati lo scalone d’onore e gli affreschi dei saloni, in particolare “La ricostruzione”, di Andrea Alfano.

Castello Aragonese e Cattedrale
Proseguendo per circa 200 metri, si arriva a Piazza Camagna, dalla quale, percorrendo la scalinata monumentale, si giunge al Castello Aragonese, uno dei simboli della città di Reggio Calabria.
Del grande castello restano solo due torri e la cortina che li collega. I rifacimenti precedenti erano stati ordinati da Ferdinando D’Aragona nel 1458. Di certo si può dire che esisteva già nel sec. XI, ma è probabile che sussistesse sin dal IV-V sec. d.C. Purtroppo, dopo la ricostruzione della città a causa del sisma del 1908, gran parte della fortezza, venne demolita. Oggi, dopo il recente restauro che ha interessato anche la piazza antistante, il castello viene utilizzato come sede di mostre temporanee ed eventi culturali.
In zona, si può visitare anche la Chiesa degli Ottimati, l’unico edificio religioso in stile arabo-normanno della città. È sufficiente varcare la soglia della graziosa chiesetta, per respirare il misticismo delle prime congreghe basiliane giunte da Oriente. La chiesa originaria aveva una pianta quadrangolare, tre absidi orientate nascoste esternamente da un muro rettilineo; le tre navate erano coperte da cinque cupolette secondo un modello bizantino applicato nella regione in edifici tutti databili tra la fine del X secolo e l'XI secolo, tra cui la Cattolica di Stilo. Nell’attuale Chiesa si conservano i mosaici dell’antico edificio ed un dipinto dell’Annunciazione risalente al 1597.
Procedendo lungo la Via Cimino, in direzione sud, si fiancheggia la Cattedrale di Reggio Calabria, il cui ingresso principale si trova nell’omonima piazza. Il tempio presenta un’architettura non rigorosa, ma decisamente consona alla natura mediterranea e quindi solare della città, sia per le forme che per il colore, avvicinabile allo stile neoromanico nella facciata e influenzata dal gotico negli interni. La Cattedrale fu riedificata sulle rovine del precedente Duomo, esistente già nel 1453, distrutto dal terremoto del 1908, ed oggi è la più ampia della Calabria.
Uscendo dal Duomo e attraversando la piazza, si ritorna sul Corso Garibaldi, dove si può fare una piccola pausa tra i prestigiosi negozi, le gelaterie e pasticcerie, prima di avviarsi alla conclusione del tour.

Villa comunale e Piazza Garibaldi
Riprendendo il cammino da Piazza Duomo, a circa duecento metri si giunge alla Villa Comunale ‘Umberto I’, inaugurata nel 1896, ma il cui assetto originario venne modificato dal terremoto del 1908. Qui, la vegetazione mediterranea convive con autentiche rarità provenienti da ogni parte della terra, per questo viene considerato dagli esperti un vero e proprio orto botanico. La Villa è luogo della natura ma anche della memoria. Camminando, infatti, lungo i viali dagli imponenti alberi si trovano i busti di Umberto I di C. Barca (1907); del patriota Antonino Plutino di G. Scerbo (1872) e di altri illustri reggini, quali Paolo Pellicano e Domenico Tripepi. Nello stesso luogo, è visibile anche il Portale neoclassico di Casa Vitrioli (XIX sec.) e una colonna romana alta sei metri realizzata in pietra di Siracusa. La passeggiata volge al termine con Piazza Garibaldi, ultima tappa posta cento metri più a sud. Al centro si erge il grande monumento all’eroe dei due mondi in marmo bianco di Carrara, realizzata nel 1950 a opera di Alessandro Monteleone. La piazza è anche nota per la presenza della Stazione Centrale ferroviaria e per la presenza di apprezzati negozi e locali.
Per ritornare a Piazza De Nava, è possibile usufruire degli autobus urbani oppure fare una passeggiata rilassante lungo lo splendido Lungomare.

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