Bagaladi: ai piedi dell’Aspromonte

Un paese dalla “bellezza che viene da Dio”

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Bagaladi non è solo una delle due porte di accesso al Parco Nazionale dell’Aspromonte, ma anche un piccolo comune dal passato straordinario. A partire dal suo nome, che pare essere di origini arabo-greche, questo borgo è lo splendido frutto della commistione di numerose culture.

Bagaladi

Le origini arabo-greche

Famosissimo per la produzione di uno speciale olio d’oliva, per anni fonte di sostentamento di tutta la sua popolazione, Bagaladi è situato su una collina ai piedi del Monte San’Angelo. Questo borgo posa le sue radici, risalenti al X secolo, in un luogo che fu dimora di numerosi monasteri basiliani come la Badìa di San Teodoro, vicinissima al centro abitato, il Monastero di Sant’Angelo, San Fantino e San Michele. Intorno al 1500 il borgo prende la sua attuale denominazione, nome oggetto di dispute storiche rispetto alla sua derivazione. Molti sostengono che venga dall’arabo “Baha-Allah”, ovvero bellezza che viene da Dio, storpiato poi in Vadalà, cognome di una famiglia che risiedeva qui. Nella lingua greca calabrese, infatti, il suffisso -adi è dato in appartenenza a una famiglia. Altri lo riconducono alla grande produzione olearia, un miscuglio di termini latini e greci come “bag” ovvero “vallum-val” e “aladi” cioè olio in greco moderno: Valle dell’olio, quindi.

 

All’epoca di Carlo I d’Angiò, questo appezzamento di valle era feudo dell’Archimandrita basiliano del SS. Salvatore di Messina, ma fu poi aggregato alla Baronia di Amendolea fino al 1488. Nel tempo fu feudo dei Marullo, degli Abenavoli e dei Ruffo come “vicus” del borgo di San Lorenzo.

LO SAPEVI CHE?

A Bagaladi esiste un vino rosso locale chiamato Cuvertà. Dai riflessi violacei ed elevata gradazione, ha una produzione limitata al paese stesso.

 

La porta al Parco Nazionale

Il Frantoio Iacopino, fiore all’occhiello di Bagaladi e uno dei primi frantoi a utilizzare l’acqua come forza motrice, è oggi uno degli ingressi principali al Parco Nazionale dell’Aspromonte. Oggi completamente restaurato, questo frantoio ospita il Museo dell’Olio ed è diventato un luogo in cui rivivere le antiche tradizioni: è infatti possibile provare a tessere al telaio sotto la guida di un esperto, oppure ammirare l’originaria lavorazione della creta in una bottega artigiana. Grazie a una guida del Parco è possibile persino andare alla scoperta dei sentieri che portano ai ruderi dei cenobi dei santi italo-greci. Altri punti di grande interesse del comune di Bagaladi sono sicuramente la Chiesa dedicata al Patrono San Teodoro Martire, che si festeggia ogni 9 novembre e che conserva il gruppo marmoreo dell’Annunciazione di Antonello Gagini; i cenobi basiliani della Valle del Tuccio e le diverse case coloniche.

La Valle del Tuccio

Il borgo di Bagaladi si trova nella Valle del Tuccio, zona fortemente legata al passato greco-ortodosso della Calabria. Possiamo notare infatti che quest’area è composta soprattutto da piccoli comuni dai nomi greci, come ad esempio Chorio e Musupuniti, e da nomi di santi tipicamente bizantini come San Pantaleone e San Fantino. Il paesaggio che circonda Bagaladi, costeggiando la fiumara di Melito, ricordata dal geografo Idrisi come “la fiumara del miele”, è ricco di rigorosi uliveti, che ne arricchiscono l’agricoltura anzitutto, ma rendono anche il panorama di una bellezza ineguagliabile.

38.024928994445,15.820634365082
Dove
Bagaladi

Bagaladi, 89060
RC

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