Il museo archeologico di Vibo Valentia

Il patrimonio storico della Calabria

Condividi

Questo incredibile museo raccoglie i reperti provenienti dall’antica Hipponion, la colonia fondata dai Locresi nel VII secolo a.C. assieme alla vicina Medma (Rosarno) per espandere il dominio sulla costa tirrenica calabrese. Sono altresì presenti reperti dalla stessa Medma e dalla madre patria Locri Epizefiri. I materiali esposti provengono principalmente dagli scavi effettuati nella prima metà del ‘900 dall’archeologo Paolo Orsi.

Museo archeologico di Vibo Valentia

Il Museo

Il Museo è stato istituito nel 1969 e dedicato al conte Vito Capialbi, erudito del luogo che per primo raccolse e custodì le testimonianze della vita della città. Ne ricostruì la storia fin dalla fondazione della colonia locrese di Hipponion, per poi giungere alla costituzione della colonia romana di Valentia. Ospitato inizialmente nell'antico Palazzo Gagliardi, dal 1995 il Museo ha sede nel Castello Normanno-Svevo della città che risale all'epoca di Federico II.

LO SAPEVI CHE?

Tra i numerosi ritrovamenti spiccano le armi da parata donate dall’aristocrazia ipponiate ad Hades, uniche in Magna Grecia, tra cui gli elmi donati dai generali hipponiati, deformati per non poter essere riutilizzati; le numerose statuette dedicate a Persefone e Demetra e i reperti delle necropoli consistenti in statuette fittili e vasellame, ma anche resti di scudi bronzei, di lance e spade. La ceramica e la bronzistica sono altresì ben rappresentate con esemplari provenienti dal territorio vibonese che raffigurano scene di guerra (ceramica) o figure di divinità (come bronzetto di Zeus in ottimo stato di conservazione) o ancora di vita quotidiana (ne è un esempio quello del simposiasta sdraiato su tricline) e figure di animali mitici (grifoni, sfingi). Il vasellame da Symposion include diverse kylix (coppa da vino) a ceramica a fondo nero o figurate. Anche la collezione di epoca romana presenta importanti reperti come un servizio completo da symposio a ceramica nera allestito come se lo stesso dovesse ancora iniziare.

I tesori archeologici: la laminetta orfica di Hipponion

Due sono i simboli a rappresentanza del museo nel mondo. Il primo è indubbiamente il busto del generale Agrippa, risalente alla guerra tra Augusto e Pompeo nello Stretto, scoperto casualmente nel 1973 da alcuni ragazzini che giocavano nell'area di S. Aloe, in discreto stato di conservazione. Il secondo è una preziosa lamina orfica ritrovata in una tomba dell’antica Hipponion (Vibo Valentia), risalente al IV secolo a.C., che rappresenta un’importante testimonianza del culto delle religioni misteriche in Calabria, forse già diffuse prima dell’arrivo dei greci. Il messaggio contenuto in essa doveva accompagnare la ragazza che la possedeva nel suo viaggio nell’aldilà. Un audio di sottofondo, che recita il testo della laminetta, accompagna il visitatore. Si tratta di un reperto unico in quanto pochissimi esemplari sono stati ritrovati nel Mediterraneo (Calabria e Grecia), oltre che per l’ottimo stato di conservazione che rende il testo perfettamente leggibile.

 

L’archeologia subacquea

È stata dedicata sezione anche all’affascinante archeologia subacquea: tra i vari reperti possiamo vedere un’interessante ricostruzione parziale della chiglia di un'imbarcazione antica, alcune anfore e ancore di differenti epoche rinvenute in buona parte nei fondali di Vibo Valentia.

38.670861588173,16.108142494959
Dove
Museo archeologico di Vibo Valentia

Castello Normanno Svevo, 89900
Vibo Valentia

Mappa