Bruzzano Zeffirio: il paese del vento

La bellezza del passato

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Sugli scogli di Capo Bruzzano sorge Bruzzano Zeffirio, comune di antichissime origini greche, che ora conta circa 1000 abitanti. Luogo di grande interesse culturale e religioso, che incanta con la sua storia molto particolare.

Bruzzano Zeffirio

Una storia antichissima

Bruzzano Zeffirio ha origini molto antiche. Si presume che sia stato fondato da coloni greci, rimasti qui fino a quando la popolazione e la civiltà crebbe a tal punto da trovare angusti questi luoghi che non potevano più contenere e sfamare tutti. In seguito, una parte della popolazione si spostò più all’interno per fondare Bruzzano e l’altra parte andò invece in direzione del litorale per fondare Locri Zefiria, la contrada Palazzi di Bianco, e poi Locri Epizefiri. Conquistata dai saraceni nel 925, Bruzzano fu numerose volte espugnata dai turchi che nel XI secolo la utilizzarono come punto di partenza per le loro conquiste nei paesi limitrofi. Per questo motivo i cittadini crearono una zona sicura e protetta in uno dei punti più alti di Bruzzano, ovvero la Rocca Armenia, dove fu poi costruito il Castello. La città fu poi comprata da Don Pietro D’Ayerbe De Aragona, Marchese di Grotteria e successivamente passò sotto il controllo dei Carafa, i quali conservano ancora il titolo di Duchi di Bruzzano. Fu poi ricostruito completamente e spostato verso il mare dopo i terremoti del 1905 e 1908 che devastarono tutta la cittadina. Nell’anno 1863 al nome di Bruzzano venne aggiunto quello di Zeffirio che comprendeva nel suo comune anche i Casali di Motta (Motta Bruzzano o Motticella), il Salvatore (Casalnuovo) e Ferruzzano.

LO SAPEVI CHE?

Quasi sicuramente il nome del paese deriva dall’unione di due antichi nomi. Il primo è dato dalla vicinanza al promontorio Bruzio, il secondo dal vento Zefiro che soffia gentilmente tra quelle coste e che, tempo fa, ha aiutato i greci a entrare nelle acque di Capo Bruzzano.

 

Le bellezze del borgo

Il Castello Medievale, oggi allo stato di rudere, è uno dei luoghi di fascino di Bruzzano e risale al X-XI secolo. Danneggiato dal sisma del 1783 e ridotto in macerie dai sismi del 1905 e 1908, fu più volte rimaneggiato e ricostruito tra il Medioevo e i primi dell’Ottocento. La Rocca Armenia, che ospitava il vecchio borgo, è un monolite di arenaria a pochissimi metri dal mare con una sommità piana, che ha permesso il primo insediamento urbano di Bruzzano. Su questa rupe è possibile ammirare le tre parti delle rovine del Castello: le strutture difensive militari, la cappella nobiliare del Castello e la dimora dei Carafa.

 

Altra bellezza di Bruzzano è l’Arco Trionfale dei Carafa, porta urbana sul lato orientale della cittadina. Non ha mai avuto funzioni difensive, ma fu eretta per celebrare o onorare la memoria di qualcuno o di un particolare evento che ha segnato il borgo. Con una struttura muraria in mattoni, dalla quale deriva l’arco a tutto sesto, fiancheggiato da lesene e false colonne in stile non facilmente riconoscibile, è un arco che si ispira allo stile classico rinascimentale sia nell’architettura, con uno stile barocco tipico locale, sia nei fregi e nelle decorazioni.

 

Anche la Chiesetta della Catena, con le sue particolari leggende, è una meraviglia del territorio di Bruzzano Zeffirio. Non si hanno notizie certe sulla fondazione di questo santuario, è comunque certo che nel 1538 l’esercizio del culto fu trasferito da questa chiesetta a quella rurale dedicata a Santa Maria del Piltro, riedificata nel borgo nel 1753 col nome di Santa Maria della Catena. Il terremoto del 1783 le distrusse entrambe ma il culto alla Vergine continuò comunque finché il marchese Fuscaldo non la riedificò a qualche chilometro dal paese.

Una leggenda particolare

Bruzzano Zeffirio ospita la statua della Madonna della Catena, venerata nel suo omonimo santuario. Dietro il ritrovamento di questa statua si cela una leggenda particolare: si dice che siano stati i muratori di Bruzzano, assieme a quelli di Ferruzzano, a ritrovare sulla spiaggia una cassa contenente questa statua, che rappresenta la Vergine con in braccio un bambino e un moretto incatenato alla caviglia. La statua venne caricata su un carro trainato da buoi e seguita da tutto il paese in processione. I buoi si fermarono al confine tra i due paesi ed è proprio lì che i cittadini costruirono il santuario che ancora oggi ospita questa statua.

38.013895710826,16.083126068115
Dove
Bruzzano Zeffirio

Bruzzano Zeffirio, 89030

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