Santa Cristina d’Aspromonte: Diruta, Nuova, D’Aspromonte!

La storia: la comunità che si sviluppa attorno al castello

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Il toponimo legato al culto della santa trova antiche attestazioni dei documenti in greco, sin dal X secolo, “Αγία Κρίστίνα”, poi latinizzato in “Clerici S.Christine”. Secondo altri studiosi il nome potrebbe derivare dall’antico castello, menzionato nella vita di S.Elia il Giovane e quindi antecedente al IX secolo; castello che nel corso di tutto l'alto medioevo fu rifugio di molte popolazioni della piana di Gioia Tauro dalle scorribande musulmane.

È certo che, come riportato da Girolamo Marafioti, nel suo libro scritto nel 1600 Croniche et antichità di Calabria, “Più oltre verso le montagne occorre un castello chiamato S. Christina, posto tra due fiumi, in aria convenientemente disposta. (…) I suoi casali sono questi, Scido, Pedavoli, Yeorghia, Cocipodoni, Lobriche, e Sitizano, e nella maggior parte di questi si parla in lingua greca.”

Il maniero fu espugnato nel corso delle lotte tra Aragonesi e Angioini e, quando prevalsero gli spagnoli, la sua posizione strategica andò perdendo di importanza. Nel 1783 il terremoto che devastò gran parte della provincia di Reggio Calabria, e che a Santa Cristina fece ottocento vittime, provocò il crollo di gran parte del paese (compreso il castello) costringendo i sopravvissuti ad edificare il nuovo borgo più in alto, in località S. Lorenzo della Scoffetta o della Sconfitta secondo i documenti d’archivio. Da quel momento si distinguono quindi il vecchio sito, denominato Santa Cristina Diruta e Santa Cristina Nuova. Il 4 maggio 1811 dagli antichi casali si staccarono Pedavoli e Paracorio, lasciando la sola frazione di Lubrichi legata amministrativamente a Santa Cristina; il borgo ottiene infine l’attuale denominazione “d’Aspromonte”, con atto ufficiale nel giugno del 1864.

Santa Cristina d’Aspromonte

Chiesa di San Nicola di Mira

Chiesa matrice del borgo, costruita nel 1790, ospita al suo interno statue del XVIII e XXIX secolo. I numerosi reperti presenti, come le acquasantiere, le colonne marmoree e i capitelli presenti sono provenienti dalle altre chiese dell’antico sito di S.Cristina distrutte dal sisma del 1783. Più recenti, del 1951, gli affreschi dell’artista di Pizzo Calabro, Domenico Grillo dei quali vanno menzionati: il dipinto della Vergine che sconfigge il demonio, sistemato nella navata centrale, quello raffigurante San Pietro che consegna le chiavi della chiesa a Pio XII sotto lo sguardo del Cristo che si trova prima dell’arco trionfale. Nella navata centrale vi è un pulpito poligonale in legno con scolpite le figure dei quattro evangelisti. Il 6 dicembre la chiesa diventa lo scenario principale dal quale prende vita tutto il corpo delle celebrazioni legate al Santo Patrono.

 

Chiesa dell’Assunta

Antico oratorio costruito nel 1864. Ha una facciata con timpano superiore ed un massiccio campanile affiancato sulla sinistra. L’interno a unica navata, con soffitto a stucco e abside, custodisce una statua della Madonna dell’Assunta datata 1836, ma di artista ignoto e presenta un arco trionfale dedicato a Sant’Antonio.

 

Chiesa di San Fantino

Edificata nella frazione Lubrichi dopo il terremoto del 1783, al suo interno è visibile un fonte battesimale in marmo di notevole pregio datato 1735. Per alcuni storici dell’arte, opera del pittore di Taverna Mattia Preti, è lo splendido quadro della Madonna del Rosario in cui la Vergine, vestita con abito bianco e un mantello azzurro, ha in braccio il Bambinello e ai piedi i Santi Domenico e Caterina.

Palazzo Longo – Mazzapica

Uno dei palazzi più signorili del borgo, edificato agli inizi dell’Ottocento, conserva un portale in pietra squadrata con arco a tutto sesto, decorato alla chiave di volta. Ha due entrate, una delle quali porta alla chiesetta dell’Assunta. In passato quest’ala venne utilizzata per accogliere minori in difficoltà, da qui la denominazione di “oratorio”. Sulla facciata principale, in un ovale in pietra, si può osservare lo stemma della famiglia Mazzapica. E’ il primo edificio di Santa Cristina costruito dopo il terremoto del 1783.

 

Percorsi naturalistici

Immerso nel cuore dell’Aspromonte, il territorio di Santa Cristina offre la possibilità di escursioni in luoghi dalla bellezza unica ed incontaminata. Fra questi la tappa del Sentiero Italia – Calabria che conduce i visitatori attraverso un percorso che attraversa il Torrente Calivi, sul cui omonimo piano insistono le vestigia di numerosi muretti a secco, tipici di antichissime tecniche di coltivazione di questi luoghi. Lo scenario si completa con due balzi d’acqua la "cascata Teresa" e la "cascata Paola", due salti di oltre quindici metri contornati da boschi di leccio che sgorgano in pozze di acqua cristallina. A pochi chilometri di distanza è invece possibile salire sul Cocuzzolo dei diavoli, un promontorio sul quale si arriva con una passeggiata alla portata di tutti. Una volta giunti in loco si potrà godere un panorama incantevole. Nelle vicinanze, inoltre, sarà possibile ammirare i ruderi dell’antica Santa Cristina.

38.257323530894,15.969829559326
Dove
Santa Cristina d’Aspromonte

, 89056

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