Monasterace: le vestigia di un tempo mitico

Alla scoperta dei tesori di Monasterace e della mitica Kaulon

Dolcemente adagiata tra le alture della valle dello Stilaro e dell’Allaro e le acque cristalline del Mar Ionio, la cittadina di Monasterace fa bella mostra di sé da tempi antichi la cui memoria è rimasta scolpita tra le pietre del tempio dorico di Apollo sulla spiaggia, nei motivi dei preziosi mosaici greci qui rinvenuti, nelle tradizioni folkloristiche ancora vissute con entusiasmo. Porto dell’antica Kaulon, importante città magnogreca le cui rovine continuano a riaffiorare tra le sabbie dorate e la macchia mediterranea della valle, Monasterace è un luogo ricco di fascino in cui castelli bizantini, monasteri ortodossi, rovine greche e tradizioni medievali raccontano la storia di un passato glorioso che ha impresso la sua memoria nella roccia e nella sabbia, da cui ogni tanto riemergono tesori inestimabili.

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Monasterace

I tesori di Monasterace

Una leggenda narra che, nell’VIII secolo d.C., Caulone figlio di Cleta, la madre di latte della regina delle Amazzoni, approdò qui all’altezza del Faro di Monasterace e fondò una città che prese il suo nome.

 

Kaulon era una città molto ricca e importante per la Magna Grecia e le sue rovine, dalle parti del faro, continuano a regalarci ritrovamenti di grande valore ed emozione. Negli anni ‘60 una signora intravide alcune tessere del mosaico raffigurante un drago - ora esposto al museo di Monasterace - divenuto il simbolo del paese; recentemente il motivo del drago è ricomparso in un grande mosaico rinvenuto nel 2012 nell’area archeologica di Kaulon in condizioni eccelse, che probabilmente era il pavimento di una vasca termale. Il mosaico - tra i più grandi rinvenuti nel sud Italia - presenta un motivo di dragoni, delfini e un ippocampo. Il parco archeologico di Kaulon sorge proprio sul mare, nel punto in cui Paolo Orsi individuò nel 1890 le rovine del tempio dorico di Apollo, e vederlo dal vivo è un’esperienza affascinante che proietta un senso di sospensione temporale e lascia sulla pelle la sensazione di aver camminato a un passo dall’infinito, o da un tesoro conservato tra la sabbia e le acque in attesa di uno sguardo fortunato che lo sappia cogliere. Reperti trovati così, come il mosaico del drago e altri tesori dell’antica Kaulon sono esposti al Museo di Monasterace, uno dei più importanti al mondo per la magna grecia.

 

La parte marina, col faro, l’area archeologica e il lungomare moderno e ben attrezzato è dominata dal centro storico più antico, la cui fondazione è stata attribuita ai superstiti della distruzione dell’antica città di Kaulon; situato su un’altura distante circa tre chilometri e circondato da quattro massicce porte urbiche di memoria medievale, il centro storico di Monasterace è incoronato nel suo punto più alto dal castello normanno-bizantino, oggetto di un importante restauro dopo secoli di passaggi di mano e rifacimenti non sempre felici.

LO SAPEVI CHE?

Il bellissimo pavimento a mosaico della sala dei draghi e dei delfini ritrovato nel 2012 riaffiorò proprio l’ultimo giorno prima della fine della campagna di scavo. Il professor Francesco Cuteri e alcuni appassionati studenti portarono avanti gli scavi per un’altra settimana e riuscirono così a riportare alla luce la prima porzione di questo tesoro inestimabile.

Folklore di Monasterace

Il nome di Monasterace sembrerebbe derivare dal greco Μοναστηράκι (Monastiràki, ovvero piccolo monastero). Qui una volta vivevano i monaci pescatori, che mandavano il frutto della loro opera alla vicina Cattolica di Stilo e all’Abbazia di San Giovanni Therestis. I monaci basiliani hanno lasciato tra queste terre segni evidenti del loro passaggio tra chiesette, monasteri ed eremi persi nella macchia mediterranea della valle e i tipici terreni terrazzati, che hanno permesso lo sviluppo di colture altrimenti impossibili su questi brulli terreni collinari. Il borgo una volta era noto anche come Monte Arachi (paese produttore di veccie, legumi) proprio a causa della sua intensa produzione agricola.

 

Ricca del fascino dei luoghi antichi e forte di un passato glorioso che continua a riaffiorare dalle sabbie, Monasterace si è aperta alla modernità con i recenti restauri del lungomare - attrezzato per dare una risposta al crescente turismo balneare - e del castello a lungo deturpato da una secolare tradizione di passaggi di mano, ma tiene vive le sue tradizioni folkloristiche più importanti, come la processione di S. Andrea d’Avellino, detta U territoriu, che si svolge ogni tre anni. Durante la processione la varetta con la statua del santo viene portata in trionfo dai fedeli per tutte le vie del paese. I fedeli percorrono col Santo a spalla, a piedi ed a tappe fisse, l'intero territorio comunale, badando poco ai campi coltivati ed ignorando qualsiasi barriera, architettonica o naturale che sia.

 

Altra importante festa è ‘A cunfrunta di Pasqua, durante la quale i fedeli rivivono la Passione di Cristo attraverso il ripetersi di antiche usanze e che vede come protagonista un’emozionante processione durante la quale la varetta di Cristo e quella della Madonna s’incontrano tra antichi suoni e canti popolari.

Dove
Monasterace

Monasterace, 89040
RC

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