Riace e i suoi tesori nascosti

Una passeggiata nel paese dell’accoglienza

Incorniciato dalla splendida vallata verde dello Stilaro e dell’Allaro, Riace, paese dell’accoglienza, poggia le sue casette,nella frazione marina, su chilometri di candide spiagge incontaminate e, memore delle sue radici divise tra popoli in fuga e operosi autoctoni pronti a ingrandire i poveri insediamenti di queste coste, offre, grazie alle politiche dell’ex-sindaco Mimmo Lucano, apertura e ospitalità a chiunque voglia condividere coi suoi abitanti i gusti e le bellezze di questa terra miracolosa, abitata dalla notte dei tempi eppure selvaggia, primitiva e bellissima. Il paese ogni tanto elargisce meravigliosi doni ai suoi abitanti, come negli anni ‘70, quando due splendide statue di bronzo, battezzate appunto Bronzi di Riace, hanno rivisto la luce dando nuova linfa vitale all’archeologia calabrese.

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Riace

Una passeggiata per Riace

Parte integrante dell’antica città di Kaulon, le cui vestigia sono ancora visibili nel territorio circostante, Riace può essere considerato a sua volta un piccolo parco archeologico avvolto nel mistero. Poco si sa, infatti, delle effettive origini del borgo, le cui prime testimonianze scritte risalgono al 1562. Il nome deriva dal greco riàki (ρυάκι = fiume,torrente), che indica appunto un abitato accanto ad un fiume e ricalca l’appellativo di un paese della Grecia. Di certo, però, le sabbie fini e le acque cristalline dello Ionio nascondono ancora centinaia di tesori che ogni tanto, secondo il capriccio degli elementi o - chissà - di qualche antico Dio che non vuole essere dimenticato, riaffiorano alla luce come i celeberrimi bronzi oggi custoditi al museo Nazionale di Reggio Calabria, che hanno preso il nome del paese o come lo splendido mosaico del drago rinvenuto sempre in quest’area, nella vicina Monasterace.

 

Il centro storico di Riace si trova a qualche chilometro dalla parte balneare, in una posizione più interna alla valle dello Stilaro e dell’Allaro che ha consentito agli abitanti, in tempi antichi, di difendersi dalle sanguinose scorribande dei pirati saraceni, tanto frequenti in queste zone. Il borgo, cinto da mura e munito di tre imponenti porte d’accesso che oggi sono ancora in piedi, è ricco di antiche case nobiliari dagli imponenti portali di pietra e si sviluppa tutto intorno alla piazza Vittorio Emanuele su cui sorge la chiesa matrice, come vuole la tradizione architettonica medievale. Tra le sue viuzze e i vicoletti pittoreschi è un trionfo di colori e profumi invitanti, frutto di secoli di accoglienza e mescolanza tra culture mediterranee che, nei momenti di difficoltà, hanno saputo fare dell’integrazione la loro forza. Le strette viuzze si alternano ad ampi spazi lastricati e digradano fino alla zona marina, dall’impianto più moderno e accogliente per la massiccia mole di turisti che affollano la spiaggia chilometrica e lo splendido lungomare attrezzato.

LO SAPEVI CHE?

Il sistema di accoglienza che ha caratterizzato il borgo in epoca recente ha dato origine al cosiddetto "Modello Riace". Sfruttando fondi europei o regionali le case dismesse del borgo, abbandonate da chi emigrò in tempi lontani, sono state recuperate e destinate ai richiedenti asilo. Il comune creò addirittura una moneta locale, l’euro di Riace. una sorta di bonus di spesa del taglio di 1,2,10,20,50 e 100 euro utilizzabile anche dai turisti. Il modello coinvolse 550 migranti ospitati a Riace.

Cosa vedere a Riace

Riace offre ai turisti in visita nei mesi estivi una bellissima spiaggia spaziosa; le acque cristalline dello Ionio permettono una visione limpida dello splendido fondale ideale per gli appassionati di Diving e di ogni tipo di immersione. Proprio qui, nel 1972, sono stati ritrovati da un sub i due celeberrimi bronzi di Riace e l’idea di altri silenziosi tesori nascosti a poche spanne di sabbia dal chiasso moderno carica ogni singolo granello di questa spiaggia chiara di un fascino unico. La natura circostante, ravvivata dai colori e i profumi della macchia mediterranea, è arricchita dai due torrenti che attraversano il paese. Risalendo dalla spiaggia verso il nucleo antico con una passeggiata adatta agli amanti del trekking è possibile passare per la vecchia porta di Riace, un tempo ingresso principale al borgo.

 

Le chiese, tutte di origine medievale, hanno subito notevoli rifacimenti ma sono comunque interessanti da visitare, in particolare la chiesa di S. Nicola, che presenta parti delle vestigia originali, e il santuario dei SS Cosma e Damiano. Qui sono custodite le reliquie dei santi Cosma e Damiano, che attirano numerosi turisti da tutta la regione. Il 26 e 27 settembre si svolgono i festeggiamenti in onore dei santi con spettacoli e danze folkloristiche. I fedeli credono che le reliquie abbiano proprietà mediche e, per chiedere loro un aiuto, portano in dono delle statuette votive in cera che raffigurano parti del corpo malate o doloranti nella speranza di una guarigione divina. Esistono delle teorie del professor Giuseppe Roma, recentemente scomparso, che legano la figura di Cosma e Damiano a quella dei bronzi di Riace, ritrovati proprio nel punto in cui arriva la barca dei Santi durante la processione a loro dedicata. Egli sosteneva che all’epoca della furia iconoclasta gli abitanti del luogo seppellirono le due statue dove allora non c’era il mare. Con l’introduzione del culto cattolico nel mondo allora pagano, Cosma e Damiano ne presero il posto ma gli abitanti non dimenticarono mai i loro eroi.

Più vicino alla spiaggia si trovano le aree archeologiche e le torri costiere di San Fili e Casamona. Infine merita una visita il complesso nobiliare di Villa Salerno con le sue alte palme che svettano su scaloni nobiliari dal gusto antico e stanze lussuose distribuite su due livelli.

 

Dove
Riace

, 89040

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