Placanica, la meraviglia color dell’argilla

Una passeggiata per il borgo che ammaliò Edward Lear

Incastonata in un paesaggio straordinario che accoglie il verde delle montagne tra l’azzurro del mare e del cielo, Placanica è uno dei borghi calabresi più amati dai fotoreporter proprio per la straordinaria bellezza del paesaggio circostante, in cui gli scorci del paese si integrano in modo armonioso, come sottolinea anche il viaggiatore Edward Lear, che nel suo Diario di un viaggio a piedi scrive:

 

“Questo posto non ha profondità ma è come se fosse solo una superficie, essendo le case costruite l’una sopra l’altra sugli orli e in crepacci, sulla facciata di una grande roccia sollevata in una cima, il suo più alto pinnacolo adornato da un moderno palazzo [...] sembra costruita per essere una meraviglia per il passante”.

 

Nota per aver dato ospitalità a Tommaso Campanella durante il suo noviziato presso il Convento dei frati Dominicani, Placanica ha subito l’ira degli elementi e delle calamità naturali per secoli, fino a un disastroso terremoto che la rase al suolo nel 1907. La ricostruzione che ne seguì, attraverso una lunga opera di recupero del patrimonio storico e artistico, ha riportato alla luce l’antica, splendida pianta medievale del borgo e la sua struttura urbanistica che, intatta, offre ai visitatori tesori architettonici e monumenti a ogni angolo.

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Placanica

Il borgo di Placanica

L’area in cui sorge Placanica è stata frequentata sin dai tempi della Magna Grecia, tuttavia l’abitato venne fondato dai Bizantini col nome di Motta Placanica, in riferimento a un’antica costruzione difensiva molto frequente in Calabria, tra l’XI e il XII secolo d.C. Il borgo mantenne l’appellativo di Motta fino al 1816, quando decadde definitivamente il sistema amministrativo feudale della zona.Nonostante i terremoti e le calamità naturali che hanno spesso interessato questa zona, le caratteristiche medievali del borgo sono evidenti, con viuzze pittoresche e casette color dell’argilla ricoperte dalle caratteristiche tegole ciaramidi e dalla disposizione insolita da cui il viaggiatore Edward Lear rimase profondamente affascinato. Percorrendo a piedi l’antico abitato è naturale provare a ricostruirne la storia osservando la facciata di chiese e palazzi nobiliari su cui si scorgono ancora i segni di un passato glorioso che non vuol cedere il passo all’oblio, il cui simbolo è il Castello degli Arcadi, attrazione principe del borgo, che dal 1283 - anno della sua costruzione - svetta a protezione del paese e dell’intera vallata sottostante.

 

Poco più giù la Chiesa di San Basilio Magno, edificata nel XII secolo, sfoggia al suo interno un meraviglioso quadro seicentesco rappresentante San Gennaro e un imponente tabernacolo in marmo e argento attribuito alla scuola del Gagini. La chiesa presenta oggi una mescolanza di stili architettonici che vanno dal bizantino al tardo rinascimentale e testimoniano diversi interventi di restauro e ricostruzione, con un’importante cappella seicentesca attigua all’unica navata, che reca su un muro lo stemma gentilizio della famiglia Clemente. Anche la Chiesa di Santa Caterina, datata al 1470, fornisce importanti spunti culturali: danneggiata dai numerosi terremoti che hanno interessato quest’area, è rimasta per lungo tempo un rudere e solo di recente è stata oggetto di un restauro approfondito che l’ha riportata ai suoi antichi fasti, anche grazie alla scoperta fortuita e quasi miracolosa di uno splendido affresco nascosto dietro un muro di mattoni. Attiguo alla chiesetta, il Convento dei Padri Dominicani in cui Tommaso Campanella prese i voti. Fondato nella seconda metà del ‘400, è uno dei più antichi in Calabria.

 

LO SAPEVI CHE?

Placanica è famosa per l’attività tessile artigianale portata avanti dalla gente del luogo, che usa ancora antiche tecniche di ricamo e tessitura come il telaio manuale. Nel periodo estivo vengono organizzate esposizioni e vendite dei prodotti tessili realizzati durante l’anno.

Il santuario della Madonna dello scoglio

11 maggio 1968. Mentre sta svolgendo i suoi doveri quotidiani sulle alture nei pressi del paese, il pastore Cosimo Fragomeni ha una visione della Beata Vergine Immacolata, che lo chiama da una roccia poco distante. Ispirato da questa e altre visioni successive, il pastore comincia un duro cammino di fede, che lo porta a fondare il Santuario della Madonna dello scoglio. Il santuario, che inizialmente consisteva in una semplice nicchia scavata nella roccia della prima visione per ospitare una statua della Madonna e in una semplice cappelletta, è stato più volte ampliato grazie anche alle donazioni dei migliaia di fedeli che si recano in pellegrinaggio qui nel corso di tutto l’anno, e adesso può contare anche su una chiesa dall’altare maestoso. Ogni 11 maggio migliaia di fedeli da tutta Italia accorrono qui per festeggiare l’anniversario della prima visione di fratel Cosimo.

 

Dove
Placanica

Placanica, 89040
Reggio Calabria

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