Caulonia: il ritmo irrefrenabile della tradizione

Il paese della tarantella

Tra la frescura della Valle dello Stilaro e dell’Allaro e le splendide coste ioniche calabresi, Caulonia, anticamente chiamata Castelvetere, prende il nome dell’antica e importante città magnogreca di Kaulon, le cui rovine continuano ad affiorare nel territorio circostante. Sembra infatti che il borgo sia stato fondato dai superstiti della sanguinaria distruzione della città greca ad opera di Dionigi di Siracusa. Culla calabrese della tarantella, che ogni anno nel periodo estivo scuote l’intera regione con il Kaulonia tarantella festival e con i laboratori del tarantella power, Caulonia è una splendida località che unisce il fascino dell’antico borgo montano, con le sue tradizioni folkloristiche secolari, al relax di spiagge dorate e acque cristalline e li mescola insieme in un evento esplosivo ormai celebre in tutta la penisola.

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Caulonia

Una passeggiata per Caulonia

L’abitato di Caulonia si spinge dal mare fin sulle serre calabresi dell’Aspromonte, a 300 metri di altezza. Comune del Parco Nazionale dell’Aspromonte, Caulonia superiore può contare su uno splendido centro storico medievale con viuzze romantiche, piazze accoglienti e palazzi signorili di grande pregio architettonico tra cui spicca il palazzo Asciutti-Hyeraci, detto palazzo dei diavoli per la sua facciata stupendamente decorata in altorilievo con figure mostruose, plasmate in un tempo antico. Caulonia superiore ha, nel corso dei secoli, inglobato l’antico borgo medievale i cui confini sono ancora ben visibili là dove sorgono le porte del Salvatore, Pusterla, Amusa e Allaro, che guardano ai quattro punti cardinali. Il borgo si snoda attraverso un dedalo di caratteristici vicoletti, detti vinedi, che fanno capo a piazza del Mese, Piazza del Seme e Piazza del Baglio, cuori dell’attività politica, economica e religiosa dell’antica Castelvetere fin da quando se ne ha memoria, come attesta un documento dell’anno 1087.

 

La principale via di Caulonia è stata intitolata a Vincenzo Niutta, magistrato di fama, ministro senza portafoglio nel gabinetto Cavour (1860) e senatore del Regno d’Italia (1861), nato a Castelvetere nel 1802 e morto all'età di 65 anni dopo aver dato lustro, onore e vanto a tutti i suoi concittadini. Da ogni parte si scorgono costruzioni bizantine e mani operose che, nel corso del tempo, ci hanno lasciato testimonianze importanti come l’affresco bizantino della Piazzetta S. Zaccaria, le spettacolari cupole a trullo della Chiesa Matrice col suo mausoleo cinquecentesco e i ruderi del Castello Carafa, a cui è dovuto l’antico nome del paese. L’architettura religiosa di Caulonia è molto interessante e tutta da scoprire, con la magnificenza della Chiesa del S. Rosario e della Chiesa Matrice, la Chiesa del Carmine, che conserva il monumento di interesse nazionale “Cristo alla Colonna” ricavato da un unico blocco di oleastro, e la splendida chiesetta bizantina.

 

Qui è ancora molto sentita la tradizione del caracolo, una lunghissima processione che si svolge il sabato santo. La processione prende il suo nome dall’arabo kharara, girare, e si svolge secondo un rituale che le due arciconfraternite che ne sono protagoniste hanno conservato immutato nel corso dei secoli. L’arciconfraternita dell’Immacolata e quella del Rosario sfilano per il paese, si incontrano in un punto detto buveri e da lì fanno strada insieme verso Piazza del Mese e la Chiesa Matrice. Il corteo è molto lento e avanza seguendo un incedere che potrebbe sembrare casuale ma è il frutto di passi secolari, studiati e conservati nel corso di centinaia di anni per rendere questa emozionante processione un momento sospeso nel tempo, identico a se stesso dal momento della sua nascita. Spostandosi verso il litorale, la struttura a roccaforte della città vecchia che incorona una collina circondata da aspri dirupi salta all’occhio come l’illustrazione di un libro di fiabe. Caulonia marina è più popolosa del borgo antico e qui elementi arcaici come la Torre Camillari, una delle 72 torri fatte costruire da Fabrizio Pignatelli lungo il litorale calabrese per far fronte alle continue incursioni saracene, e l’eremo di sant’Ilarione si mescolano con l’impianto moderno del paese, attrezzato per accogliere il turismo estivo che affolla le splendide spiagge bagnate dalle fresche acque dello Ionio, ideali per gli amanti del diving e delle immersioni per l’estrema visibilità del fondale, ricco di misteriosi tesori archeologici ancora da scoprire.

 

LO SAPEVI CHE?

Oltre alle calamità naturali, questo territorio è stato per lungo tempo martoriato dalle invasioni dei pirati saraceni che predavano i paesi, riducevano in schiavitù la popolazione e radevano al suolo tutto ciò che incontravano. Decine di città sulle coste calabresi vennero ricostruite in posizione più interna per tentare di far fronte a questa piaga. Nel ‘500 il marchese Fabrizio Pignatelli fece edificare 72 torri d’avvistamento lungo l’intero litorale. Il servizio di sorveglianza ed avvistamento doveva essere prestato da tutti i cittadini dai 15 ai 60 anni, divisi per contrade. In caso di improvviso sbarco dei saraceni, i cittadini che in quel momento erano di guardia dovevano effettuare dei segnali convenuti.

 

Kaulonia Tarantella Festival

Dal 1999 nel mese di agosto lo splendido borgo antico di Caulonia si scalda al ritmo frenetico della tarantella, danza tradizionale comune in tutto il sud italia, che costituisce un patrimonio culturale inestimabile, sempre vivo e in fermento. Il festival, che con i suoi spettacoli porta in piazza ogni anno più di 35mila persone, è ormai una realtà italiana di punta per la tarantella e sul suo palco si sono esibiti ospiti di prestigio del calibro di Eugenio Bennato e artisti come Mimmo Cavallaro che in questo contesto hanno trovato la loro fortuna e ne rinnovano la direzione artistica con gusto, qualità e attenzione. Al festival si affiancano i laboratori del Tarantella Power, durante i quali professionisti del settore insegnano a chi si dimostri interessato come ballare la tarantella, cantare a tempo e suonare strumenti tradizionali come la lira calabrese. Tutti i laboratori sono gratuiti e costituiscono un’esperienza unica per comprendere il ritmo di queste terre e scatenarsi in danze sfrenate e senza tempo.

La Repubblica Rossa di Kaulonia

Nel 1945, sotto la guida del sindaco Pasquale Cavallaro, nasce la Repubblica Rossa di Caulonia. I contadini, soggetti ancora a proprietari terrieri troppo potenti, scioperavano da mesi a causa delle loro misere condizioni, generando così tumulti e violenze che sfociarono in un’esplosiva rivolta la cui scintilla fu l’arresto di Ercole, figlio del sindaco Cavallaro, accusato di furto da uno dei notabili. La rivolta durò appena quattro giorni (dal 6 al 9 Marzo) ma si estese subito ad alcuni comuni limitrofi e vide la tempestiva organizzazione di un esercito popolare e di un tribunale del popolo. Inizialmente sostenuti dal PCI locale, i rivoltosi vennero isolati e disarmati in seguito all’omicidio del parroco e di un bracciante. Tutte le centinaia di persone che parteciparono alle rivolte vennero processate dal Tribunale di Locri, ottanta di esse subirono violenze e torture e due ne morirono. Il sindaco Pasquale Cavallaro rassegnò le sue dimissioni il 15 aprile 1945.

Dove
Caulonia

Caulonia, 89041
Reggio Calabria

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