La storia vista dall'alto

I forti Umbertini memoria di una città di confine

Sulle cime che si elevano alle spalle di Reggio, nelle località di Pentimele, Catona, Arghillà e Piani Matiniti, si trovano delle straordinarie opere di ingegneria militare, fortificazioni di età umbertina costruite tra il 1884 e il 1890 per volere del Re Umberto I di Savoia. L’Italia meridionale, da poco acquisita al Regno d’Italia, doveva essere difesa da eventuali attacchi militari stranieri.

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Forte di Pentimele - Author Franc rc

Un sistema difensivo contro l’avanzata turco-ottomana

Nell’ultimo quarto del XIX secolo, le nuove scelte di politica espansionistica del Regno d’Italia, impongono la necessità di elaborare un piano generale delle fortificazioni che tenesse conto di futuri e ipotetici scenari di guerra La loro esistenza, ideata dai famosi generali Cavalli e Mezzacapo, aveva il compito di arginare un eventuale attacco da parte della flotta dell'impero Ottomano, ora più che mai probabile in un periodo in cui l'Italia meridionale assumeva un ruolo strategico per la politica espansionistica che si andava progettando verso i Balcani e l'Africa mediterranea.

LO SAPEVI CHE?

Il Regio Decreto del 7 Dicembre 1882 n° 1128 dichiarava di pubblica utilità la costruzione delle opere di fortificazione dello Stretto. Tale documento avrebbe portato alla nascita di una ventina di strutture militari, in seguito denominati con l’appellativo di Forti Umbertini. 15 sulla sponda sicula e 9 su quella calabra.

Un campo trincerato

La tecnica di costruzione dei forti umbertini è detta “campo trincerato” o “piazza a forti staccati”. La tecnica di costruzione delle fortificazioni fu rivoluzionata dall’invenzione della polvere da sparo, avvenuta nel XV secolo. La produzione di fucili e cannoni sempre più potenti e precisi videro un periodo transitorio in cui furono ispessite le mura delle fortificazioni preesistenti (per tutto il XVI secolo). Con il tempo però, mura e torri vennero sempre più ridotte in altezza per non costituire bersagli troppo facili per i cannoni nemici. È in questo periodo che si scavano i fossati attorno alle mura e alle torri di difesa e spesso vengono riempiti di acqua. Nel 1844 il Generale Giovanni Cavalli introdusse la rigatura dell’anima interna dei cannoni e il proiettile ogivale. Ciò consentiva di eliminare i problemi di gittata e aerodinamicità dei vecchi cannoni. Le fortificazioni potevano quindi essere costruite anche a molta distanza dal mare, protetti dalle colline. È proprio questa la scelta fatta per la costruzione dei forti Umbertini.

Un sistema di difesa unitario

Il sistema dei forti Umbertini deve essere considerato come un sistema di difesa unitario, poiché è così che fu concepito. L’area da difendere si sviluppa longitudinalmente lungo un intero tratto di mare dello Stretto di Messina: l’area peloritana sulla costa sicula e quella aspromontana su quella calabra.

Dove
Fortini Umbertini

Collina Pentimele Collina Matiniti Collina Arghillà, 89122
Reggio Calabria

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