L’olio di oliva, il nostro preziosissimo oro giallo

Le radici dell’olio: la presenza sul territorio fin dai tempi degli antichi Greci

L’ulivo, tipica pianta mediterranea, ha una presenza documentata in Calabria fin dal VIII/VII sec. a.C., quando i Greci lo importarono dall’Asia Minore. Furono però gli antichi Romani, attraverso alcune importanti innovazioni, a far diffondere in maniera capillare e perpetua la coltura olearia: è grazie a questa incredibile e millenaria esperienza che la regione Calabria è ai primi posti nella produzione italiana di olio.

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Ulivo calabrese

Le differenti varietà di olive

Si chiama Carolea la varietà di olive più conosciuta dalla cui spremitura si produce il tipico olio calabrese. Nel territorio si annoverano tre tipologie di Olio d'Oliva a Denominazione di Origine Protetta (DOP): Bruzio, Lametia e Alto Crotonese, tutte e tre con caratteristiche diverse dovute a differenti variabili, la stagione estiva più o meno secca, le piogge battenti tra autunno e inverno, i cambiamenti del clima mediterraneo. Gli ulivi, bellissime piante longeve e sempreverdi, sono da sempre parte integrante del nostro paesaggio agrario. Le aree regionali maggiormente predisposte alla coltivazione dell’olivo sono quelle della provincia di Cosenza, del lametino e ovviamente di Reggio Calabria (in particolare la Piana di Gioia Tauro e la zona della Locride).

LO SAPEVI CHE?

Nella Piana di Gioia Tauro, circa 33000 ettari disseminati di ulivi, possiamo trovare giganti secolari, alberi antichissimi che superano persino i 20 metri. Una gioia per gli occhi!

La raccolta e la spremitura

Secondo la tradizione le olive devono essere raccolte battendo le fronde coi bastoni, facendo così cadere i frutti su apposite reti da raccogliere in seguito. Una tecnica moderna prevede l’utilizzo di macchine capaci di scuotere i rami provocando meno danni alla pianta, maggiore velocità di raccolta e minore fatica. In alcune zone si continua a raccogliere le olive a mano attraverso lunghe scale a pioli, scegliendo solo i frutti integri e al giusto grado di maturazione: si preferisce questa tecnica per le olive da conserva, per quanto sia un sistema piuttosto dispendioso. Per ottenere un olio fragrante e privo di difetti è importante curare anche il metodo di stoccaggio delle olive: si devono prediligere cassette aerate in plastica in cui i frutti dovranno rimanere non più di 24 ore al fine di evitare la fermentazione e, di conseguenza, un prodotto scadente.