Calanna: la Cappadocia calabrese

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L’antico toponimo di Calanna, dal greco Kale-amuna (bel riparo), disvela da subito l’origine strategico militare del sito. Oggi il moderno centro di Calanna si distingue per la particolare suggestione legata alla natura del terreno, che lo fa avvicinare all’antica regione turca della Cappadocia.

Infatti, il territorio è caratterizzato dalla presenza di pietre arenarie,  chiamate “tafoni“, plasmate per millenni dagli agenti atmosferici, un calcare conchiglifero corroso dall’azione eolica modellato proprio come è accaduto nell’antica zona dell’Asia minore.

Per una datazione di origine del borgo è stata importantissima la scoperta della necropoli bizantina, dove venne rinvenuto un amuleto, databile fra il IX e il X secolo, raffigurante S.Giorgio e un reliquario bronzeo con immagini incise e iscrizioni cristiane databili al VI – VII secolo d.C. il che dimostra che già in quell’epoca il sito era popolato.

Ma Calanna fu soprattutto al centro di forti interessi militari; ne è testimonianza il castello di età normanna edificato su un preesistente nucleo bizantino. Nel 1283 al termine della guerra del vespro, il borgo cade in mano aragonese, salvo poi ritornare nel 1302, con la pace di Caltabellotta, agli angioini.

In epoca moderna viene elevato a Baronia con tutti i casali e assegnato a Fulcone Ruffo, conte di Sinopoli. Un diploma di Re Ladislao di Durazzo.

Calanna

Il Castello di Calanna, il forte a presidio dello Stretto

In posizione strategica, tra le falde dell’Aspromonte e lo Stretto di Messina, il castello di Calanna domina tutta la Vallata del Gallico, nella zona sud della città.

Fortificato sin dall’alto medioevo in epoca bizantina, questo antico borgo pre-aspromontano, ha conosciuto il suo massimo splendore in epoca angioina, quando i registri della corte napoletana di Carlo d’Angiò, segnalano la presenza in loco di un maniero a pianta ottagonale. In seguito fu rimaneggiato e nel corso delle successive dominazioni perse d’importanza fino a subire gravi danni nel terremoto del 1783. Oggi sono individuabili tra i ruderi una parte delle antiche mura di cinta, vari torrioni a base quadrilatera e cisterne che fornivano per l’approvvigionamento idrico della fortificazione.

Studiando i resti del castello, gli archeologi si sono imbattuti in un insediamento che attesta ritrovamenti archeologici risalenti all'età del ferro. In particolare è stata ritrovata una necropoli preellenica databile fra il X e il IX secolo a.C.

Il Museo Archeologico

In contrada Ronzo sorge il piccolo Museo Archeologico che custodisce gran parte dei reperti rinvenuti in quest’area nel corso delle varie campagne di scavo.

Inaugurato nel 2017, a più di mezzo secolo dalla scoperta dell'importante necropoli dell'Età del Ferro avvenuta fortuitamente nel 1953, nelle vetrine del museo si possono ammirare ceramiche e utensili di metallo provenienti dai corredi funebri e ornamenti dell’abbigliamento femminile, provenienti dalle tombe a grotticella scoperte a Calanna.

Un'esposizione ben curata, in grado di coniugare l'aspetto scientifico e quello didattico, che amplia la conoscenza storica e archeologica dell'area dello Stretto.

38.183669,15.723094
Dove
Calanna

Calanna, 89050
RC

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