Dolci agrumi reggini: le arance di San Giuseppe

Non solo bergamotto

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Si sa che nel Reggino il bergamotto ricopre il ruolo indiscusso di re degli agrumi; ma oltre a questa prelibatezza dai molteplici usi esistono anche altri frutti dorati tipici della zona: le arance di San Giuseppe.

Arance di San Giuseppe

Un’esclusiva di questo territorio

Provenienti dalla zona compresa tra le vallate delle fiumare Gallico e Catona, e in particolar modo nella frazione di Villa San Giuseppe da cui traggono il nome, si tratta delle arance della varietà Belladonna e Biondo tardivo di San Giuseppe. Frutti dal sapore dolce e zuccherino, sprovvisti di semi, di forma ovale e dalla buccia sottile di colore arancio intenso, che presentano notevoli proprietà organolettiche. La coltivazione di queste arance viene definita tardiva perché i primi frutti nascono tra febbraio e marzo e resistono sugli alberi fino a giugno. Per la loro dolcezza, le arance di San Giuseppe sono molto impiegate per produrre succhi da bere, marmellate e produzioni dolciarie varie, come le scorzette candite.

Una coltivazione tutta reggina

Dal 2011 questa varietà di arance gode della denominazione De.c.o. (Denominazione Comunale d’Origine) che prevede la sua coltivazione solo nella sua area di provenienza, arrivando fino ad alcune aree cuscinetto nei piccoli comuni limitrofi, per circa 6 km dalla costa e tendenzialmente fino a 350 m slm. Nel 2019 si è svolta la prima "Festa dell'arancia di San Giuseppe" che, dato enorme successo di pubblico, potrebbe diventare un appuntamento fisso.

LO SAPEVI CHE?

Fino al periodo della Rivoluzione d’ottobre le arance di San Giuseppe venivano esportate in grandi quantità alla corte degli zar in Russia e presso le famiglie dei notabili. Amate per il gusto dolce e piacevole, venivano appunto chiamate “arance dello zar”.